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Quando il relax diventa un altro compito in agenda
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A metà luglio, mentre l’Italia comincia a profumare di mare e aria condizionata, molti professionisti vivono il paradosso più estivo dell’anno: lavorare il doppio per potersi fermare. Le settimane che precedono le ferie assomigliano a un videogioco in modalità “superdifficile”. Scadenze che spuntano come funghi, mail urgenti che non erano urgenti fino al minuto prima, riunioni che si moltiplicano come se il calendario avesse improvvisamente deciso di farsi beffe della fisica.

L’ansia da vacanza è figlia di questo clima. Non ha niente a che vedere con la destinazione scelta, ma con il corto circuito mentale che si crea tra il bisogno di riposo e l’incapacità di concederselo. È uno stato psicologico più diffuso di quanto si ammetta, e non riguarda “chi non sa staccare”. Piuttosto chiunque viva in un sistema dove il tempo libero è percepito come un lusso da meritare, non un diritto fisiologico.

Lo stress pre-ferie nasce da un’illusione di controllo. Ci convinciamo che, se gestiamo ogni dettaglio dal lavoro lasciato in ordine alla valigia perfetta, il relax arriverà come per magia. Poi, quando finalmente le ferie iniziano, si presenta il secondo atto del teatro estivo. La mente continua a correre, persino quando il corpo è già steso su un telo mare. Il pensiero torna al lavoro, alle responsabilità, alle incognite del rientro. La paura di “perdere il ritmo” genera un’irrequietezza che rende difficile godere del momento.

A questo si aggiunge una serie di paure sottili, quasi imbarazzanti da confessare. Paura di annoiarsi, come se fermarsi fosse un fallimento. Paura di non “vivere abbastanza” il tempo libero, schiacciati dall’obbligo implicito di divertirsi. E la più moderna di tutte: il terrore di perdere il controllo digitale, tra notifiche sospese e chat che continuano a bussare anche sotto l’ombrellone.

L’ansia da vacanza non si cura con destinazioni più esotiche o con valigie più leggere; si affronta riconoscendo che il riposo non è un premio ma un elemento essenziale della salute psicologica. Il vero passaggio di rilassamento avviene quando si accetta che non tutto può essere controllato e che non serve “staccare bene”: serve solo staccare, e basta.

Concedersi lentezza, lasciare spazio all’imprevisto, allenare la pausa come fosse un muscolo dimenticato. È questa la direzione che permette alla mente di respirare e al corpo di ritrovare un ritmo umano. E, paradossalmente, è anche ciò che permette di tornare al lavoro più presenti, più lucidi e meno vittime del calendario.

Il riposo è un atto di coraggio. La vacanza, quella vera, inizia quando smettiamo di pensarci dentro e iniziamo a sentirci dentro. Le estati migliori, alla fine, non sono quelle perfettamente organizzate: sono quelle vissute senza la pretesa di farle sembrare meglio di quel che sono.

Il nostro psicoterapeuta Giosué Salvato è a tua disposizione al centro medico CTR Poliambaltorio, contattaci per un appuntamento.

Articolo a carattere informativo. Le informazioni contenute nel testo non sostituiscono il parere di medici o professionisti sanitari qualificati. In caso di dolore persistente, infortuni o condizioni specifiche è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico o a uno specialista competente.

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