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Onde d’urto: quando il dolore ostinato ha finalmente un interlocutore
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Articolo a carattere informativo. Le informazioni contenute nel testo non sostituiscono il parere di medici o professionisti sanitari qualificati. In caso di dolore persistente, infortuni o condizioni specifiche è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico o a uno specialista competente.

Ci sono dolori che sembrano avere un senso dell’umorismo tutto loro: scompaiono, tornano, si fanno vivi nei momenti meno opportuni. Sono i dolori ostinati, quelli che resistono ai rimedi casalinghi, alle pomate improvvisate, ai consigli dell’amico sportivo che “io ho risolto così”. Piccoli fastidi che, con il tempo, diventano compagni di viaggio non invitati.

Le onde d’urto entrano in scena esattamente qui, in quella terra di mezzo in cui il dolore non è più un incidente temporaneo ma una presenza che condiziona movimenti, abitudini e qualità della vita. Non sono la bacchetta magica della medicina, ma una tecnologia che ha rivoluzionato l’approccio a molte tendinopatie e infiammazioni croniche. L’idea è semplice e geniale: inviare onde acustiche ad alta intensità nei tessuti per stimolarne la rigenerazione. È come svegliare un’area del corpo che si è “addormentata” nel processo di guarigione.

Il fascino delle onde d’urto sta nel loro essere concrete. Non raccontano promesse miracolose e non chiedono di improvvisarsi esperti: lavorano dove serve, quando serve, con un’azione mirata. Sono particolarmente utili in quei casi in cui tendini e fasce muscolari hanno deciso che era il momento di protestare: tallonite, epicondilite, tendinite della cuffia dei rotatori, infiammazioni croniche legate allo sport o alla postura.

Lo sport, infatti, è un grande produttore di dolori ostinati. Non quello professionale – che almeno è sorvegliato da una squadra intera di medici – ma quello dei comuni mortali. Le persone che corrono nel tempo libero, che giocano a padel come se fosse un’Olimpiade privata, che si iscrivono a corsi intensivi dopo mesi di inattività. È lì che i tendini iniziano a chiedere conto delle scelte fatte. E spesso lo fanno con un linguaggio diretto: dolore acuto, rigidità, infiammazione che non si decide a passare.

La tentazione, in questi casi, è sempre la stessa: continuare come se niente fosse. Si spera che il dolore “dia tregua” e si prosegue, peggiorando il quadro. È qui che entra in gioco la fisiatria e la valutazione specialistica: capire da dove nasce il problema, tracciare un percorso terapeutico e, quando indicato, inserire le onde d’urto come parte del trattamento.

Questa tecnologia non sostituisce il riposo, la fisioterapia o la rieducazione del gesto sportivo. Li potenzia. È un tassello di un lavoro più ampio, l’equivalente di un impulso che riattiva i meccanismi naturali di guarigione che, da soli, si erano inceppati. Dopo un ciclo di sedute, spesso si osserva una riduzione del dolore e un miglioramento della funzionalità. Non immediata come una magia, ma progressiva come un equilibrio che torna al suo posto.

Il dolore ostinato non è un destino. È un messaggio. E le onde d’urto sono uno degli strumenti con cui la medicina moderna ha imparato a rispondere con intelligenza, precisione e, soprattutto, realismo. Perché la vera libertà, in fondo, è poter tornare a muoversi senza che ogni passo diventi un capitolo di resistenza fisica.

Il nostro direttore sanitario, il fisiatra Pierluigi Castiglione è a disposizione nel nostro centro medico CTR Poliambulatorio, contattateci per un appuntamento.

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